prefazione di Goffredo Fofi
con interventi di Vinicio Capossela, Francesco Guccini, Cesar Stroscio, Gabriel Cacho Millet, Julio Velasco


In allegato il disco del quintetto "Manga de tanos"

copertina tangomaliaChe cosa unisce un allenatore filosofo come Julio Velasco a un cantautore storico come Francesco Guccini? Lungo quale diagonale si incrociano astri nascenti del teatro italiano, musicisti, studiosi, critici, insegnanti universitari - quasi saliti, tutti, sul medesimo convoglio?
Per mettere insieme la risposta bastano cinque lettere: quelle che servono per comporre la parola “tango”. Per alcuni gioco, per altri ispirazione; per altri, ancora, sfida, o segreto: il tango cuce insieme la storia di tanti che, anche senza essersi mai incontrati, condividono ora le medesime suggestioni lungo le pagine del nuovo libro della fotografa Lucia Baldini e della giornalista Michela Fregona.
Non a caso il titolo del volume – “Tangomalìa – storie, miti e abbracci nelle milonghe italiane”, pubblicato dalla casa editrice Postcart di Roma – proprio alla sfera della suggestione si rivolge: la “malia” è qualcosa di più di una semplice passione da cartolina, anche se cara alle tante raccolte dei luoghi comuni del tango; si avvicina di più, invece, al mistero, all’attrazione, alla fascinazione che questo insieme di musica ballo e parola riesce ad esercitare in maniera trasversale, da un capo all’altro dell’Italia, coinvolgendo alla pari volti noti e meno noti.
A quattro anni di distanza dal primo viaggio nell’Italia del tango argentino, Lucia Baldini e Michela Fregona affrontano nuovamente questo tema, in un libro che raccoglie oltre ottanta foto di grande formato e una trentina di scritti: ma, mentre in “Anime Altrove – luoghi e genti del tengo argentino in Italia”, erano le architetture del tango a segnare le tappe di un percorso fatto di città, teatri, palcoscenici, balere, piazze e sale déco, questa volta il tango, da luogo fisico, diventa luogo mentale: fondale, scenografia e ambientazione per racconti, reportage, aneddoti e interviste.
Non un pretesto, ma un contesto, quindi, come è prerogativa di un fenomeno che è, insieme, forma d’arte ed espressione popolare.

Tangomalìa, Postcart Editore
140 pagine, rilegato-copertina rigida, 32 euro

anime altrove